Edizione del 25 giugno 2026

Immigrazione USA — le novità in pillole

La fonte quotidiana in italiano sulle notizie d'immigrazione negli Stati Uniti.

Decisioni dei tribunali

Corte Suprema: un'accusa penale pendente è sufficiente per trattare il rientro di un titolare di green card come richiesta di ammissione

Il 23 giugno 2026, con una decisione di 6 voti contro 3, la Corte Suprema ha stabilito che gli agenti di frontiera possono classificare il rientro di un residente permanente legale (green card holder) come seeking admission (richiesta di ammissione) senza dover disporre di prove chiare e convincenti di un reato di turpitudine morale: è sufficiente che l'agente abbia ragionevoli motivi per ritenere che il reato sia stato commesso. La sentenza — Blanche v. Lau, n. 25-429, redatta dal giudice Thomas — interpreta la sezione 101(a)(13)(C)(v) dell'INA e amplia sensibilmente la discrezionalità degli agenti CBP nei confronti dei residenti permanenti che rientrano negli Stati Uniti con cariche penali pendenti. L'effetto pratico è che l'interessato viene ricondotto al regime dell'inammissibilità, dove l'onere della prova ricade su di lui anziché sul governo, come invece avverrebbe nel procedimento ordinario di espulsione; in dissenso, la giudice Jackson, con Sotomayor e Kagan, ha avvertito che la decisione consegna all'esecutivo "un assegno in bianco" per relegare i residenti permanenti legali in un limbo giuridico a tempo indeterminato. Su quali condanne e quali accuse pesano sullo status e sull'ingresso si veda condanne penali e altri ostacoli all'immigrazione.

Fonte: SCOTUSblog

Giudice federale annulla su scala nazionale le politiche ICE di arresto nei tribunali dell'immigrazione

Il 24 giugno 2026, nella causa Pablo Sequen v. Albarran, il giudice distrettuale P. Casey Pitts (Distretto del Nord della California) ha emesso una sentenza definitiva di merito che invalida tre politiche ICE sugli arresti nei tribunali dell'immigrazione, nonché la deroga al limite di 12 ore di detenzione nelle strutture temporanee di custodia — limite che l'amministrazione Trump aveva innalzato a 72 ore nel 2025. Il giudice ha ritenuto le misure "arbitrarie e capricciose" ai sensi dell'Administrative Procedure Act, rilevando che né ICE né l'EOIR avevano fornito una motivazione plausibile per l'abbandono di decenni di restrizioni sugli arresti in prossimità delle aule giudiziarie, prassi che i precedenti orientamenti dell'agenzia stessa indicavano come in grado di scoraggiare la partecipazione alle udienze. La decisione, di portata nazionale, obbliga ICE a ripristinare le linee guida dell'era Biden che vietavano gli arresti nei tribunali salvo circostanze eccezionali e reintroduce il tetto di 12 ore nella detenzione temporanea.

Fonte: NOTUS

Applicazione della legge

ICE supera i 10.000 arresti di presunti affiliati a organizzazioni criminali dall'inizio del secondo mandato Trump

Il 24 giugno 2026 il Dipartimento della Sicurezza Interna (DHS) ha annunciato che l'Immigration and Customs Enforcement (ICE) ha superato la soglia di 10.000 arresti di presunti membri di bande criminali a partire dall'insediamento del presidente Trump nel gennaio 2025. Stando al comunicato ufficiale, i fermati erano accusati di reati gravi tra cui omicidio, traffico di sostanze stupefacenti, rapina ed estorsione; il diecimillesimo arresto ha riguardato Javier Hernandez Rosas, ritenuto affiliato al gruppo MS-13 e privo di regolare status immigratorio. Il segretario del DHS Markwayne Mullin ha attribuito parte del risultato alle risorse aggiuntive rese disponibili dal Secure America Act, la legge di riconciliazione da 70 miliardi di dollari promulgata all'inizio di giugno.

Fonte: Fox News