La stretta non riguarda più soltanto l'immigrazione irregolare: sotto pressione tutti i canali legali
In un'analisi pubblicata oggi su Forbes, Stuart Anderson sostiene che l'amministrazione stia ormai restringendo ogni canale di immigrazione legale: blocchi nella lavorazione delle pratiche da parte di USCIS, rifiuto di processare le domande presso i consolati, sospensione dal 14 gennaio 2026 dei visti d'immigrazione per i cittadini di 75 paesi che si somma al proclama di dicembre sui 39 paesi (93 in totale fra le due liste), circa 55.000 pratiche di Diversity Visa lasciate ferme fino alla scadenza del 30 settembre, ammissioni di rifugiati quasi azzerate e una nuova regola sul public charge, pubblicata a luglio, che restituisce ampia discrezionalità agli ufficiali nel negare la residenza. Secondo le stime della National Foundation for American Policy citate nell'articolo, l'effetto complessivo sarebbe una riduzione dell'immigrazione legale fra il 33% e il 50% — da 1,5 a 2,4 milioni di persone — entro la fine del mandato. Tre class action contestano i blocchi, con udienze fissate al 27 agosto e al 21 settembre.