Edizione del 9 settembre 2026

Immigrazione USA — le novità in pillole

La fonte quotidiana in italiano sulle notizie d'immigrazione negli Stati Uniti.

Scadenze

Da oggi la tassa 9-11 si applica a tutte le proroghe H-1B e L-1 dei datori "covered"

Entra in vigore oggi la regola del DHS pubblicata il 10 agosto sulla 9-11 Response and Biometric Entry-Exit Fee. La tassa, fissata dalla legge 114-113 in 4.000 dollari per le petizioni H-1B e 4.500 per le L-1, riguarda i covered employers, cioè i datori di lavoro con almeno cinquanta dipendenti negli Stati Uniti di cui più della metà in status H-1B o L-1. Finora l'amministrazione la esigeva sulle proroghe soltanto quando era dovuta anche la fraud prevention and detection fee, che non si applica ai rinnovi presso lo stesso datore; da oggi va versata su ogni istanza di proroga dello status, comprese quelle senza cambio di datore, mentre resta invariata sulle domande di primo rilascio. Il DHS motiva la correzione con la lettera della norma e con il mandato del Congresso a realizzare il sistema biometrico di entrata e uscita, che la tassa finanzia.

Fonte: Federal Register

TPS e protezione temporanea

TPS El Salvador: la designazione arriva a scadenza senza una decisione, la protezione continua

La designazione di El Salvador per il Temporary Protected Status, prorogata con l'avviso del 17 gennaio 2025, arriva a scadenza oggi, 9 settembre 2026, e il DHS non ha pubblicato nel Federal Register né una proroga né una cessazione. Alcune testate hanno scritto che la protezione termina oggi e che i permessi di lavoro decadono: non è quello che dice il registro. La pagina di USCIS dedicata al paese, aggiornata il 3 settembre, avverte che "un annuncio sul TPS di El Salvador sarà fatto a tempo debito" e che, fino a quell'annuncio, i salvadoregni presenti negli Stati Uniti con il TPS "conservano la protezione, compresa l'autorizzazione al lavoro". La legge prevede del resto un esito automatico: la sezione 244(b)(3) dell'Immigration and Nationality Act impone al Segretario di decidere almeno sessanta giorni prima della scadenza e, in mancanza di una determinazione tempestiva, proroga la designazione di sei mesi. La revoca, se arriverà, dovrà passare da un avviso pubblicato con il preavviso di legge.

Fonte: USCIS

Cittadinanza

Pubblicata nel Federal Register la regola sui figli di dipendenti di governi stranieri: commenti fino al 5 ottobre

È uscita oggi nel Federal Register, alle pagine 57249 e seguenti del volume 91 con il numero 2026-18345, la regola provvisoria adottata dal DHS il 4 settembre che consente ai figli nati negli Stati Uniti da dipendenti di governi stranieri, quando nessuno dei genitori è cittadino americano, di registrarsi come residenti permanenti. La pubblicazione conferma la data di efficacia del 4 settembre e apre la consultazione: i commenti si possono presentare fino al 5 ottobre 2026. Il testo allarga la vecchia nozione di "foreign diplomatic officer" a quella di "foreign government employee", aggiorna i moduli I-485 e G-325R e, come annunciato, non si applica ai membri della classe certificata in Casa Inc. v. Trump, tutelati dall'ingiunzione del 2 settembre. La regola tocca le famiglie del personale italiano in servizio presso ambasciate, consolati e organismi internazionali negli Stati Uniti, i cui figli nati dopo il 4 settembre non acquistano la cittadinanza per nascita secondo l'ordine esecutivo 14418 e possono chiedere la registrazione.

Fonte: Federal Register

Visti e procedure consolari

Riprende la lavorazione dei visti d'immigrazione per Ungheria e Polonia, la pausa resta altrove

Secondo Reuters, che cita quattro persone informate, l'amministrazione ha ripreso la settimana scorsa la lavorazione delle domande di visto d'immigrazione presentate in Ungheria e Polonia, mentre resta in vigore negli altri paesi la sospensione temporanea degli appuntamenti per i visti d'immigrazione annunciata dal Dipartimento di Stato a gennaio. La direttiva di dare priorità alle due sedi sarebbe arrivata dalla Casa Bianca, che ha rinviato le domande al Dipartimento di Stato; un portavoce del Dipartimento non ha spiegato il motivo della scelta. L'agenzia ricorda che il presidente e i suoi collaboratori coltivano rapporti con la destra dei due paesi e che a maggio il vicesegretario di Stato Christopher Landau aveva chiesto di agevolare un visto per un ex ministro polacco ricercato in patria e rifugiato in Ungheria. Per chi attende un visto d'immigrazione in altre sedi consolari, Italia compresa, la notizia non cambia nulla: la pausa prosegue e non è stata indicata una data di ripresa.

Fonte: Reuters (TimesLIVE)