Edizione del 15 settembre 2026

Immigrazione USA — le novità in pillole

La fonte quotidiana in italiano sulle notizie d'immigrazione negli Stati Uniti.

Visti e procedure consolari

Oggi sarebbe entrata in vigore la regola sugli studenti: che cosa resta e che cosa no dopo la sospensione

La regola definitiva del DHS del 17 luglio, che oggi avrebbe dovuto sostituire la duration of status con un periodo di ammissione a data fissa per studenti F, exchange visitor J e giornalisti I, è sospesa dall'ordinanza cautelare emessa ieri dal tribunale federale del Massachusetts. In pratica: chi entra o si trova negli Stati Uniti con uno di questi status continua a essere ammesso "D/S", per la durata del programma registrato in SEVIS più i periodi di grazia previsti, senza una data di scadenza sul modulo I-94 e senza dover chiedere una extension of stay a USCIS per completare gli studi. Restano in vigore le regole di sempre sul mantenimento dello status - iscrizione a tempo pieno, trasferimenti e cambi di programma registrati dalla scuola - e la regola sospesa può tornare in vigore se il governo ottiene la riforma dell'ordinanza in appello o vince nel merito. Il tribunale ha fissato una conferenza al 2 ottobre; fino ad allora chi programma un ingresso per l'anno accademico non deve fare nulla di diverso dal solito. È l'occasione per ricordare che il visto e lo status sono due cose diverse: la data stampata sul visto non è la data entro cui si deve partire.

Fonte: Federal Register

Decisioni dei tribunali

Mahmoud Khalil, il residente permanente che il governo voleva espellere, fa causa alla Columbia University

Mahmoud Khalil, laureato della Columbia University e titolare di green card, arrestato nel marzo 2025 e trattenuto per 104 giorni, fino al giugno 2025, per il suo ruolo nelle proteste contro la guerra a Gaza, ha citato in giudizio l'università e la preside della School of International and Public Affairs, Keren Yarhi-Milo, per "razzismo istituzionale" verso gli studenti palestinesi. Secondo il ricorso, presentato insieme al Palestine Working Group, un'organizzazione studentesca sospesa dall'ateneo, la Columbia avrebbe "creato le condizioni" che hanno reso possibile la detenzione, con un'indifferenza deliberata e discriminatoria verso gli studenti palestinesi. Alla fine di agosto un giudice federale aveva respinto il tentativo di espulsione, ritenendo che l'amministrazione avesse violato i diritti costituzionali degli studenti stranieri puniti per le loro opinioni. L'università non ha ancora risposto. Il caso resta il riferimento per i titolari di green card coinvolti in attività politica: la residenza permanente non protegge da un procedimento di espulsione, ma la Costituzione sì.

Fonte: Al Jazeera