Restrizioni sui visti per i sudafricani accusati di discriminazione contro gli afrikaner: nessun elenco di nomi
Il Dipartimento di Stato ha annunciato restrizioni sui visti per i cittadini sudafricani che "adottano o consentono politiche che promuovono la discriminazione su base razziale, incitano alla violenza o consentono la confisca di terre senza indennizzo". Lo ha scritto il segretario di Stato Marco Rubio, accusando il governo di Pretoria di "un'ossessiva ricerca di rivalsa razziale contro la minoranza afrikaner"; l'ambasciatore Leo Brent Bozell III ha definito la misura "solo il primo passo di una serie di misure crescenti". Non è stato reso noto alcun nome, e non si tratta di un divieto generale: la restrizione colpisce singole persone individuate dal Dipartimento. Il ministero degli Esteri sudafricano ha replicato che le sue politiche vengono travisate da "gruppi marginali" e che è un diritto sovrano adottare leggi contro secoli di ingiustizia razziale. La misura si aggiunge ai tagli agli aiuti, all'esclusione del Paese dal vertice del G20 di Miami e al programma di reinsediamento come rifugiati per afrikaner e altre minoranze avviato nel 2025, mentre smantella gli altri programmi per rifugiati e richiedenti asilo. La misura si fonda su uno dei motivi di inammissibilità che il Dipartimento di Stato applica per ragioni di politica estera.