Gli aeroporti diventano zona di controllo migratorio, anche sui voli interni
Gli arresti dell'ICE negli aeroporti statunitensi si stanno moltiplicando e non riguardano soltanto i voli internazionali: gli avvocati segnalano fermi ai banchi del check-in e ai gate in almeno nove Stati, dalla California alla Virginia. Alla base c'è la condivisione dei dati dei passeggeri fra TSA e ICE attraverso il programma Secure Flight, nato nel 2007 con finalità antiterrorismo: secondo documenti interni dell'agenzia visionati da Reuters, dall'inizio del mandato a febbraio 2026 la TSA ha trasmesso informazioni su oltre 31.000 viaggiatori, con più di 800 arresti su segnalazione. Fra i fermati figurano persone senza precedenti penali, titolari di permesso di lavoro valido o con domande di residenza pendenti. Il DHS rivendica la scelta come superamento della prassi dell'amministrazione precedente.
FonteABC7 New York