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Immigrazione USA — le novità in pillole

Ultima edizione giovedì 22 ottobre 2026
Applicazione della legge

Espulsi in Centrafrica: proiettili al peperoncino per farli salire sul volo del 29 agosto

Il Los Angeles Times ricostruisce il volo del 29 agosto che ha portato 43 stranieri a Bangui, molti protetti da un giudice contro il rischio di tortura. Il 28 settembre gli esperti dell'ONU: fermate questi accordi.

Dall'edizione del 29 settembre 2026

Su una pista in Texas gli agenti federali hanno ordinato più volte a un gruppo di immigrati in catene di scendere da un pullman e salire su un aereo che, avevano sentito dire, era diretto in Africa. Molti hanno obbedito, alcuni si sono rifiutati e hanno chiesto di parlare con un avvocato; secondo tre di loro, intervistati per telefono dal Los Angeles Times, un agente è salito sul pullman e ha sparato proiettili al peperoncino (pepper balls). Kenis Adalberto López, nicaraguense di 44 anni, colpito due volte al petto, racconta di essere stato legato a una barella, caricato a bordo e tenuto immobilizzato per le circa 24 ore di viaggio fino a Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana; due uomini che avevano resistito hanno passato gran parte del volo in tute di contenzione simili a camicie di forza, e tutti avevano catene a polsi e caviglie. Con López, il 29 agosto, sono stati espulsi altri 42 stranieri, fra cui iraniani, bengalesi e afghani: secondo gli avvocati per i diritti umani molti non avevano precedenti penali e avevano dimostrato davanti a un giudice di rischiare la tortura nel proprio Paese, ottenendo una protezione che vieta di rimandarli lì. A Bangui sono stati vaccinati contro la febbre gialla e portati in un complesso residenziale dove vivono ancora, sorvegliati da guardie armate; molti dicono che gli agenti dell'immigrazione hanno sequestrato i loro documenti d'identità al momento dell'arresto e non li hanno mai restituiti, il che rende quasi impossibile lasciare il Paese. Secondo le organizzazioni che seguono questi trasferimenti, da giugno sono atterrati nella Repubblica Centrafricana tre voli di espulsi dagli Stati Uniti; due uomini arrivati con quello del 31 luglio, fra cui il cubano Yasmani Moreno, raccontano di essere stati sequestrati per strada da uomini armati che credono fossero poliziotti e di aver pagato l'equivalente di 100 dollari a testa per essere rilasciati. Il 28 settembre gli esperti indipendenti nominati dal Consiglio dei diritti umani dell'ONU hanno chiesto a tutti i governi coinvolti di fermare subito questi accordi: secondo il loro conteggio almeno 23.000 persone sono già state trasferite in 29 Paesi e territori, con intese che ne coprono 35, e la pressione a tornare nel proprio Paese non può dirsi volontaria per chi è detenuto, senza soldi e senza assistenza legale. La protezione ottenuta da molti di questi espulsi è uno dei divieti di rimpatrio che, a differenza dell'asilo, non sono uno status: vieta il ritorno in un Paese preciso, non l'espulsione verso un altro.

FonteLos Angeles Times

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