Protetta dal rimpatrio dal 2010, arrestata dall'ICE all'aeroporto: libera dopo 15 giorni
Monica Ryadi, infermiera della Pennsylvania protetta dal 2010 contro il rimpatrio in Indonesia, è stata fermata il 15 settembre a Los Angeles. Un giudice federale l'ha liberata il 29: il governo non si è opposto.
Monica Ryadi, infermiera di 30 anni della contea di Delaware, in Pennsylvania, sposata con un cittadino americano, è stata arrestata dall'ICE il 15 settembre appena scesa dall'aereo all'aeroporto di Los Angeles, dove era arrivata con il marito e il figlio di 3 anni per andare a Disneyland, ha raccontato il Philadelphia Inquirer. Vive negli Stati Uniti da quando aveva 9 anni: i genitori, in fuga da persecuzioni religiose in Indonesia, entrarono con visti regolari nel 2005, e nel 2010 alla famiglia fu riconosciuto il withholding of removal, il divieto di rimpatrio nel Paese in cui si rischia la vita o la libertà. A differenza dell'asilo, però, questa protezione contro il rimpatrio nel Paese di origine accompagna un ordine di espulsione, non apre la strada alla cittadinanza e non impedisce l'espulsione verso un Paese terzo disposto ad accogliere la persona: secondo il suo avvocato, Eric Rosenfeld, gli agenti le hanno detto che sarebbe stata mandata in un Paese terzo non precisato. Dopo 15 giorni nel centro di detenzione di Adelanto, in California, il 29 settembre il magistrate judge federale Steve Kim, del Central District of California, ha accolto la sua istanza di habeas corpus, alla quale il governo non si era opposto, e ne ha ordinato il rilascio immediato sotto un ordine di sorveglianza (order of supervision); in una nota il giudice riferisce che la procura federale sta adottando la prassi di non comparire né depositare alcuna risposta quando, esaminato il ricorso nel merito, decide di non opporsi. Ryadi è uscita con un braccialetto elettronico e sa, dice l'avvocato, che l'ICE probabilmente proverà di nuovo a espellerla. Per il DHS è una straniera irregolare, fermata durante un'operazione mirata, che è entrata regolarmente nel 2005 ma è rimasta oltre il consentito e ha ricevuto un ordine di espulsione nel 2010. Lo stesso giorno della sua liberazione la Corte Suprema ha permesso al governo di riprendere le espulsioni verso Paesi terzi nella causa D.V.D.