TPS di Ucraina e Sudan, scadenza passata senza decisione: per USCIS la protezione continua
Le designazioni TPS di Ucraina e Sudan sono arrivate al 19 ottobre senza proroga né cessazione: per USCIS un annuncio arriverà a tempo debito e intanto la protezione, lavoro compreso, continua.
Le designazioni dell'Ucraina e del Sudan per il Temporary Protected Status sono arrivate alla scadenza di lunedì 19 ottobre senza che il DHS abbia pubblicato nel Federal Register né una proroga né una cessazione: per entrambi i paesi l'ultimo avviso resta quello del 17 gennaio 2025, che le aveva prorogate fino a quella data. Le pagine dei due paesi, aggiornate lunedì da USCIS, riportano lo stesso avviso: un annuncio sul loro TPS «sarà fatto a tempo debito» e, fino ad allora, chi si trova negli Stati Uniti con il TPS «conserva la protezione, compresa l'autorizzazione al lavoro». È la formula usata a settembre per El Salvador, la cui designazione è arrivata a scadenza il 9 settembre: da allora non c'è stato alcun annuncio e la pagina del paese, aggiornata il 7 ottobre, indica ancora quella data. Anche le pagine di Ucraina e Sudan indicano ancora il 19 ottobre 2026, sia come termine della designazione sia come limite della proroga automatica dei permessi di lavoro, senza date nuove. Per legge, come lo stesso DHS ha ricordato a maggio nell'avviso sul Libano, se il Segretario non decide almeno sessanta giorni prima della scadenza la designazione è prorogata automaticamente di sei mesi; per il Libano quell'avviso nel Federal Register ha indicato il nuovo termine, il 27 novembre, mentre per Ucraina e Sudan un avviso simile non c'è. Secondo gli avvocati e le organizzazioni sentiti dal Philadelphia Inquirer la proroga è comunque scattata, e la Ukraine Immigration Task Force scrive sul suo sito che il TPS dell'Ucraina vale fino al 19 aprile 2027, ma il governo non lo ha confermato. Il TPS riguarda circa 101.000 ucraini e circa 1.800 sudanesi; i paesi ancora designati sono quattro: El Salvador, Libano, Sudan e Ucraina. Per i circa 240.000 ucraini entrati con il parole umanitario di Uniting for Ukraine, un programma diverso dal TPS e ora sospeso, il portavoce di USCIS Zach Kahler ha detto, in una dichiarazione fornita dal DHS all'Inquirer, che l'agenzia sta trattando caso per caso le domande di nuovo parole discrezionale (re-parole), comprese quelle degli ucraini.
FonteUSCIS