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Immigrazione USA — le novità in pillole

Ultima edizione giovedì 22 ottobre 2026
Asilo e protezione

Rifugiati, revoca dello status più rapida: dieci giorni per rispondere invece di trenta

Da mercoledì 14 ottobre chi riceve dall'USCIS l'avviso di revoca dello status di rifugiato ha 10 giorni, non più 30, per rispondere o chiedere un colloquio. Platea massima: circa 186.000 persone.

Dall'edizione del 14 ottobre 2026

Il Dipartimento della Sicurezza interna ha pubblicato mercoledì 14 ottobre in Federal Register, con effetto immediato, una regola provvisoria (interim final rule) che riscrive la sezione 207.9 del titolo 8 del Code of Federal Regulations sulla revoca dello status di rifugiato. Quando l'USCIS conclude che una persona ammessa come rifugiato non lo era al momento dell'ingresso, cioè non rientrava nella definizione della sezione 101(a)(42) dell'Immigration and Nationality Act, le invia un avviso di intenzione di revoca (Notice of Intent to Terminate, NOIT) con i motivi: finora c'erano 30 giorni per rispondere con prove scritte od orali, un termine rimasto sostanzialmente invariato dal 1980; ora i giorni sono dieci, a cui se ne aggiungono tre se l'avviso è spedito per posta, per un totale di 13. Il DHS dice che userà corrieri espressi con consegna garantita in tre giorni e che l'avviso porterà la data della spedizione; basta chiedere un colloquio entro il termine perché la risposta sia considerata tempestiva, mentre senza risposta lo status viene revocato. Contro la revoca non c'è appello: con lo status cessa anche l'autorizzazione al lavoro e la persona passa alle procedure di espulsione, dove può chiedere altre forme di protezione davanti a un giudice dell'immigrazione. Il DHS motiva la stretta con i controlli che giudica insufficienti durante l'amministrazione Biden, quando il tetto annuale era di 125.000 rifugiati e le ammissioni toccarono le 100.034 dell'anno fiscale 2024, il dato più alto da trent'anni, e con le revisioni avviate dall'USCIS, fra cui l'operazione PARRIS (nuovi controlli e nuovi colloqui sui rifugiati già ammessi) e un primo esame dei casi di rifugiati residenti in Minnesota, nella maggior parte dei quali, secondo l'agenzia, le prove non bastavano a dimostrare che il richiedente principale rientrasse nella definizione di rifugiato. Secondo il DHS, i rifugiati entrati fra gli anni fiscali 2015 e 2025 che non hanno ancora ottenuto la green card sono circa 186.000: è la platea massima a cui la regola potrebbe applicarsi. Il Dipartimento ha saltato la consultazione preventiva invocando la «buona causa» e l'eccezione per gli affari esteri previste dalla legge sul procedimento amministrativo; i commenti si possono presentare fino al 13 novembre.

FonteFederal Register

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