Paesi terzi, la Corte Suprema sblocca le espulsioni e ascolterà il caso D.V.D. a dicembre
La Corte Suprema sospende la sentenza del Massachusetts sulle espulsioni verso Paesi terzi, confermata dal Primo Circuito il 18 settembre, e accoglie il ricorso del governo: discussione a dicembre. Tre giudici contrarie.
Con un ordine del 29 settembre la Corte Suprema ha accolto la richiesta del governo e sospeso la sentenza del 25 febbraio 2026 con cui il tribunale federale del Massachusetts aveva dichiarato che il DHS deve avvisare chi ha un ordine di espulsione definitivo del Paese terzo verso cui intende mandarlo e dargli modo di opporsi, e aveva annullato le linee guida del 2025 sulle espulsioni verso Paesi terzi (third-country removals); il Primo Circuito l'aveva confermata quasi per intero il 18 settembre. Nella causa Department of Homeland Security v. D.V.D. la Corte ha anche trattato la richiesta come ricorso (petition for a writ of certiorari) e l'ha accolto: le parti dovranno discutere se il tribunale avesse giurisdizione, se potesse emettere una dichiarazione valida per tutta la classe e annullare le linee guida in base all'Administrative Procedure Act nonostante il limite dell'8 U.S.C. § 1252(f)(1), e se le linee guida violino il § 1231(b), la clausola del giusto processo (Due Process Clause) o la legge e le norme che attuano la Convenzione contro la tortura. La discussione si terrà nella sessione di dicembre e la sospensione durerà fino alla decisione; le giudici Sotomayor, Kagan e Jackson avrebbero respinto la richiesta. Intanto il governo può continuare a espellere persone verso Paesi diversi dal loro. Secondo l'Associated Press, gli avvocati federali avevano sostenuto che la decisione dei giudici inferiori aveva costretto a cancellare un volo con circa 70 persone diretto in tre Paesi; con accordi spesso segreti l'amministrazione ha espulso circa 25.000 persone verso più di venti Paesi, fra cui Liberia e Guyana, la grande maggioranza verso il Messico. Già l'anno scorso, quando il caso le era arrivato la prima volta, la Corte aveva lasciato proseguire i voli in via provvisoria.