Khalil ricorre alla Corte Suprema: il giudice può esaminare una detenzione punitiva?
Mahmoud Khalil chiede alla Corte Suprema di annullare la sentenza del Terzo Circuito che ha chiuso il suo ricorso di habeas; il governo aveva già suggerito di esaminarlo insieme al caso Suri.
Lunedì 19 ottobre Mahmoud Khalil, laureato della Columbia University e residente permanente, ha chiesto alla Corte Suprema di rivedere (petition for a writ of certiorari) la sentenza con cui il 15 gennaio il Terzo Circuito, a maggioranza, aveva annullato l'ingiunzione preliminare e l'ordine di liberazione su cauzione concessi nel giugno 2025 dal giudice federale del New Jersey Michael Farbiarz, ordinando di respingere il suo ricorso di habeas corpus. Per il Terzo Circuito la legge sull'immigrazione, con il § 1252(b)(9), toglie ai tribunali federali la giurisdizione sulle sue contestazioni fondate sul Primo e sul Quinto emendamento, che dovranno passare per la petition for review contro l'ordine di espulsione davanti a una corte d'appello; il 22 maggio la corte aveva respinto, con sei voti contro cinque, la richiesta di riesame in seduta plenaria (en banc). Il ricorso, iscritto il 21 ottobre con il numero 26-530, chiede se la legge impedisca davvero all'habeas di esaminare una detenzione che si sostiene ritorsiva e punitiva quando la petition for review non può rimediare al danno, e se, in tal caso, quella preclusione violi la Costituzione. Gli avvocati di Khalil, fra cui il Center for Constitutional Rights, indicano un contrasto con il Quarto Circuito, che a luglio, nel caso di Badar Khan Suri, ha deciso in senso opposto: il governo ha già chiesto alla Corte Suprema di rivedere quella sentenza (Trump v. Suri, n. 26-380) e, nel suo ricorso del 21 settembre, ha suggerito di accogliere anche quello di Khalil, così che la questione possa essere decisa in questo termine anche se uno dei due casi diventasse superato, per esempio per la partenza dello straniero. La risposta del governo è attesa entro il 20 novembre, lo stesso giorno in cui scade il termine di Suri per rispondere al ricorso del governo. Khalil, cittadino algerino nato in un campo profughi palestinese in Siria, era stato arrestato l'8 marzo 2025 a New York e trattenuto per 104 giorni, dopo che il segretario di Stato Marco Rubio aveva stabilito che le sue attività, pur lecite, avrebbero compromesso un interesse imperativo (compelling) della politica estera americana; il governo aveva poi aggiunto l'accusa di dichiarazioni false nella domanda di green card. La giudice dell'immigrazione ne ha ordinato l'espulsione in Algeria o in Siria e, dopo la decisione della Board of Immigration Appeals del 9 aprile, il suo ricorso contro l'ordine pende davanti al Quinto Circuito. Né Khalil né Suri sono oggi detenuti; in alternativa all'accoglimento, Khalil chiede alla Corte di tenere in sospeso il ricorso fino alla decisione del Quinto Circuito. Il caso ruota attorno alla zipper clause del § 1252(b)(9), che riserva alla sola petition for review le questioni nate dal procedimento di espulsione.