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Ultima edizione domenica 25 ottobre 2026
Decisioni dei tribunali

Quinto Circuito en banc: niente udienza sulla cauzione per chi è entrato senza ispezione

Con 10 voti contro 7, il 23 ottobre il Quinto Circuito ha deciso che la Costituzione non dà a chi è entrato senza ispezione il diritto a un'udienza sulla cauzione durante la detenzione obbligatoria: annullati gli habeas di tre uomini residenti in Texas da oltre dieci anni.

Dall'edizione del 24 ottobre 2026

Venerdì 23 ottobre la Corte d'appello del Quinto Circuito, competente per Texas, Louisiana e Mississippi, in composizione plenaria (en banc) e con 10 voti contro 7, ha stabilito che chi è entrato negli Stati Uniti senza ispezione e vi vive da anni, anche da più di vent'anni, non ha un diritto costituzionale a un'udienza sulla cauzione (bond hearing) mentre è detenuto in attesa della procedura di espulsione in base alla sezione 1225(b)(2)(A), che la stessa corte, a febbraio, in Buenrostro-Mendez v. Bondi, ha letto come detenzione obbligatoria senza cauzione. La sentenza Sosnava Rodriguez v. Vergara (nn. 26-50183, 26-50219 e 26-50221), scritta dal giudice Cory Wilson, ribalta i tre habeas con cui i tribunali federali del Texas avevano fatto liberare, tra febbraio e marzo, Ignacio Sosnava Rodriguez, messicano negli Stati Uniti da oltre ventidue anni, Alejandro Villegas Angel, messicano arrivato nel 2011 con due figli cittadini americani, e Miguel Angel Gomez Alvarado, honduregno arrivato nel 2012 con un figlio cittadino, tutti fermati dall'ICE dopo controlli stradali tra novembre 2025 e febbraio 2026; ribalta anche la decisione del 2 luglio con cui un collegio della stessa corte, a maggioranza, aveva confermato le liberazioni e imposto un'udienza entro 90 giorni di detenzione, già sospesa il 21 luglio dopo il rinvio d'ufficio alla plenaria, discussa il 24 settembre. I tre, scrive la maggioranza, non contestano di essere «richiedenti l'ammissione» ai sensi della legge: sostengono che il Quinto emendamento imponga un'udienza individuale su pericolosità e rischio di fuga anche se la legge non la prevede, ma «la Costituzione non dà loro diritto a un'udienza sulla cauzione»; il Congresso, al quale la Costituzione affida l'ingresso degli stranieri, può disporre la detenzione categorica di chi non è stato ammesso per la durata del procedimento, e la detenzione dei tre, tre mesi, due mesi e tre settimane, non pone problemi di durata, perché il limite di sei mesi di Zadvydas non è un tetto rigido alla detenzione prima dell'ordine di espulsione e la loro espulsione resta «raggiungibile». La corte lascia aperte altre questioni, come un habeas fondato sui fatti che rendono una persona non «chiaramente e senza dubbio ammissibile», il caso in cui l'espulsione non sia più realisticamente possibile o quello in cui il procedimento sia una «facciata» per detenere per altri motivi; il mandato è esecutivo da subito. La giudice Richman concorda solo nel risultato e precisa di non pronunciarsi su che cosa accadrebbe se il governo detenesse le stesse persone in base alla sezione 1226, che prevede la cauzione; i giudici Ho e Oldham aggiungono opinioni concorrenti. In dissenso, il giudice Southwick, con altri cinque colleghi, scrive che la corte «ha costruito un muro impenetrabile tra la Costituzione e questi residenti di lungo periodo, un muro che la Corte Suprema non ha mai progettato, riconosciuto o nemmeno suggerito»: la Corte Suprema ammette la detenzione durante il procedimento, non che una persona resti detenuta «per tutto il tempo che quella decisione richiede, per quanto ritardata, senza alcun diritto a essere considerata per il rilascio»; e ricorda che la lettura della legge data dal Quinto Circuito è minoritaria tra i circuiti e che, se la Corte Suprema dovesse giudicarla sbagliata in Rhoney v. Barbosa da Cunha, il caso del Secondo Circuito accolto il 1° ottobre, «la questione costituzionale decisa qui avrà molto meno rilievo». Il giudice Higginson, con altri cinque, contesta proprio la lettura della legge: per trent'anni Congresso, governo e tribunali hanno distinto chi è fermato alla soglia del Paese, sezione 1225, da chi è «già dentro», sezione 1226; la giudice Haynes limiterebbe la tutela a persone come i tre ricorrenti, residenti da più di dieci anni, senza precedenti e con stretti familiari americani; la giudice Douglas, con altri quattro, firma un ulteriore dissenso.

FonteCorte d'appello del Quinto Circuito

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