Muro nel Big Bend, il governo chiede alla Corte Suprema di sospendere l'ingiunzione
Il 21 ottobre il Solicitor General ha chiesto alla Corte Suprema di sospendere l'ingiunzione della giudice Cardone che blocca le deroghe e i cantieri del muro nel settore Big Bend; risposta entro il 29 ottobre. Contro l'ingiunzione non c'è appello: solo certiorari.
Mercoledì 21 ottobre il Solicitor General D. John Sauer ha chiesto alla Corte Suprema di sospendere l'ingiunzione preliminare con cui la giudice federale Kathleen Cardone, del Western District of Texas, ha bloccato la costruzione del muro di confine e delle strade collegate nel settore Big Bend, nel Texas occidentale. L'istanza (Mullin v. Friends of the Ruidosa Church, n. 26A560) è stata assegnata al giudice Alito, che il 22 ottobre ha chiesto ai ricorrenti di rispondere entro le 16 del 29 ottobre. Il settore Big Bend copre quasi un quarto del confine con il Messico, 517 miglia di Rio Grande, e nel 2026 il segretario alla Sicurezza interna ha firmato tre deroghe (waivers) alle leggi ambientali e di tutela, in base alla sezione 102(c) della legge sull'immigrazione del 1996 (IIRIRA), per costruire barriere e strade per oltre 300 miglia, motivandole con oltre 89.000 fermi di stranieri nel settore tra gli anni fiscali 2021 e 2025. Ad aprile un'associazione ambientalista, il Center for Biological Diversity, un'associazione che tutela una chiesa storica di Ruidosa e una guida fluviale del Big Bend, Danny William Miller, hanno fatto causa; il 2 ottobre, dopo un'udienza con testimoni, la giudice ha vietato al governo ogni cantiere o lavoro di sbancamento nel settore «finché e a meno che» non rispetti tutte le leggi applicabili, nonostante le deroghe, e la CBP ha sospeso i lavori. Nell'opinione del 14 ottobre la giudice ha scritto che i ricorrenti hanno buone probabilità di vincere in base alla dottrina delle «questioni di rilievo» (major questions doctrine): il potere di deroga vale solo per le «aree di alto ingresso illegale» e nel Big Bend i fermi sono molto inferiori a quelli degli altri settori. Il 21 ottobre la stessa giudice ha negato la sospensione, riconoscendo che il governo subisce «almeno un certo grado di danno irreparabile» ma giudicando prevalenti i danni ambientali, economici e ricreativi dei ricorrenti. Nell'istanza il governo sostiene che la legge del 1996 toglie ai tribunali la giurisdizione su ogni contestazione delle deroghe che non sia costituzionale, che la dottrina delle questioni di rilievo non lo è, e che lasciare «un vuoto di oltre 300 miglia nelle difese di confine» sarebbe «una pericolosa calamita per i cartelli e altri malintenzionati» man mano che le altre rotte si chiudono; chiede anche, in subordine, di trattare l'istanza come un ricorso per certiorari e di annullare l'ingiunzione senza discussione. Contro un'ingiunzione di questo tipo, spiega il governo, non c'è appello alla corte d'appello: la legge prevede che possa essere riesaminata «solo su ricorso per certiorari alla Corte Suprema». Secondo il Dallas Express, in un atto dell'8 ottobre la CBP ha stimato in almeno 462.800 dollari al giorno il costo della sospensione dei cinque progetti; i fermi annuali nel settore sono scesi da 11.823 nell'anno fiscale 2023 a 3.096 nel 2025, e dentro il parco nazionale del Big Bend l'agenzia ha descritto strade, tecnologie di rilevamento e barriere limitate per i veicoli, non un muro alto 30 piedi.