Vai al contenuto
immigrazione.info

Immigrazione USA — le novità in pillole

Ultima edizione giovedì 22 ottobre 2026
Decisioni dei tribunali

Corte Suprema: agli agenti di frontiera basta il "ragionevole motivo di sospetto" per mettere in parole un titolare di green card al rientro

Dall'edizione del 24 giugno 2026

Con una sentenza 6-3 del 23 giugno 2026 (Blanche v. Muk Choi Lau, n. 25-429), la Corte Suprema ha stabilito che gli agenti doganali non sono tenuti a disporre di prove "chiare e convincenti" prima di classificare un residente permanente legale (green card / residente permanente legale) che rientra dall'estero come "richiedente di ammissione" — sottoponendolo così a parole (ingresso condizionato concesso a discrezione dell'autorità) anziché riammetterlo direttamente. È sufficiente il più basso standard del "reason to believe" — ossia avere motivo di ritenere che la persona abbia commesso un reato implicante turpitudine morale; la prova formale è rinviata all'eventuale procedura di espulsione. Il giudice Thomas ha scritto l'opinione di maggioranza; le giudici Jackson, Sotomayor e Kagan hanno dissentito, avvertendo che la decisione mette a rischio la stabilità giuridica di oltre 12 milioni di residenti permanenti ogni volta che rientrano in patria.

FonteLII / Cornell — testo integrale della sentenza

Altre notizie: decisioni dei tribunali

Tutte →