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Immigrazione USA — le novità in pillole

Ultima edizione giovedì 22 ottobre 2026
Decisioni dei tribunali

Detenuti con domande a USCIS: il giudice ripristina la raccolta dei dati biometrici

Il giudice Amir Ali sospende la politica del dicembre 2025 che lasciava senza impronte e foto i detenuti dell'ICE con domande pendenti a USCIS: senza biometria la domanda si considera abbandonata e respinta.

Dall'edizione del 10 ottobre 2026

Mercoledì 7 ottobre il giudice federale Amir H. Ali, del District of Columbia, ha sospeso, in base alla sezione 705 dell'Administrative Procedure Act e finché la causa non sarà decisa, la politica annunciata da USCIS nel dicembre 2025 con cui il DHS «in generale» non raccoglie più i dati biometrici (impronte, foto, firma) degli stranieri detenuti, salvo quelli che sono in un procedimento di espulsione e hanno una domanda pendente davanti ai tribunali dell'immigrazione (J.Z. v. Department of Homeland Security, n. 26-cv-1510). Sono sospese anche le modifiche al Policy Manual e la revoca dell'accordo interno che affidava all'ICE la raccolta della biometria di chi è in custodia e ha una domanda presso USCIS: torna così la situazione precedente, in cui il DHS la raccoglieva. Il problema è pratico: USCIS fissa un appuntamento per la biometria, chi non si presenta vede la domanda considerata abbandonata e respinta, e la detenzione non è un motivo accettato per spostare l'appuntamento; con la nuova politica l'ICE ha smesso di accompagnare i detenuti agli appuntamenti, salvo casi isolati. I ricorrenti, detenuti dall'ICE in attesa del procedimento di espulsione, avevano chiesto a USCIS la green card, lo status di minore immigrato speciale (SIJ) per minori maltrattati o abbandonati, il visto T per le vittime di tratta, il visto U per le vittime di altri reati gravi o l'asilo per raggiungere un coniuge o un genitore già asilato; per la maggior parte di loro l'accoglimento della domanda escluderebbe detenzione ed espulsione. Per il giudice la politica è con ogni probabilità arbitraria: è stata adottata senza considerare che impedisce ai detenuti di portare avanti le loro domande e, senza spiegazione, «nega di fatto la protezione a un'intera categoria di persone, a prescindere dai requisiti per lo status richiesto». L'unica giustificazione indicata, scoraggiare le domande pretestuose e garantire «coerenza operativa», non regge, perché la biometria serve proprio a verificare identità e requisiti; all'udienza, alla domanda su come la politica raggiungerebbe quegli scopi, l'avvocato del governo ha risposto: «È una buona domanda... Al momento non ho una risposta». La sospensione vale per tutti, non solo per i ricorrenti; il giudice ha invece respinto la richiesta di ingiunzione preliminare a favore della classe, e il governo deve riferire entro il 21 ottobre su come ha dato esecuzione all'ordine. La decisione non concede alcuno status né dispone la liberazione di nessuno.

FonteTribunale federale del District of Columbia

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