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Immigrazione USA — le novità in pillole

Ultima edizione giovedì 22 ottobre 2026
Decisioni dei tribunali

Liste elettorali: un giudice annulla i controlli della Giustizia con il database SAVE

Il tribunale federale di Washington annulla la politica con cui la Divisione diritti civili chiedeva agli Stati le liste elettorali e le passava al SAVE, che può scambiare per stranieri cittadini naturalizzati.

Dall'edizione del 10 ottobre 2026

Venerdì 9 ottobre la giudice federale Sparkle Sooknanan, del District of Columbia, ha annullato con una sentenza di 78 pagine la politica con cui la Divisione diritti civili del Dipartimento di Giustizia, dal maggio 2025, chiede agli Stati le liste elettorali complete, con nomi, date di nascita, indirizzi e numero della patente o ultime quattro cifre del Social Security, le fa confrontare dal DHS con SAVE, il sistema di USCIS che verifica status migratorio e cittadinanza, e chiede poi agli Stati di cancellare gli elettori ritenuti non cittadini (Common Cause v. U.S. Department of Justice, n. 26-cv-1352). Le richieste sono andate a 49 Stati e al District of Columbia: almeno 18 Stati hanno consegnato le liste, e quelli che hanno firmato gli accordi si sono impegnati a «ripulirle» entro 45 giorni dalle segnalazioni; contro gli Stati che hanno rifiutato il Dipartimento ha fatto causa, e almeno 25 tribunali federali hanno respinto le sue azioni. Dal 2025 SAVE usa anche i dati della Social Security, che registrano la cittadinanza al momento della richiesta del numero e non la aggiornano dopo la naturalizzazione se la persona non riceve prestazioni: chi ha avuto il numero da straniero ed è poi diventato cittadino può risultare ancora straniero, e già un controllo interno della Social Security del 2006 aveva trovato che il 7% dei record di non cittadini, circa 3,3 milioni di persone, riguardava in realtà cittadini americani. Per la giudice la politica non è autorizzata dalle leggi invocate dal governo (il Civil Rights Act del 1960, il National Voter Registration Act e lo Help America Vote Act), è arbitraria ai sensi dell'Administrative Procedure Act e viola il Privacy Act e il Paperwork Reduction Act: «dietro tutta la facciata», scrive, c'è «il tentativo del governo federale di decidere chi può votare». La decisione non impedisce agli Stati di tenere aggiornate le proprie liste. Fra i ricorrenti, con l'associazione Common Cause, c'è Anthony Nel, elettore del Texas cancellato dalle liste dopo che SAVE non aveva confermato la sua cittadinanza. A fine settembre la Corte Suprema aveva sospeso una sentenza dello stesso tribunale sulle modifiche a SAVE, ma, nota la giudice, nessuna delle parti sostiene che quella decisione riguardi questa causa; il Dipartimento di Giustizia ha detto che sta esaminando la sentenza. Lo stesso accordo fra Giustizia e DHS riconosce che SAVE può verificare solo in alcuni casi chi ha ricevuto la cittadinanza americana trasmessa per discendenza ai figli nati all'estero.

FonteTribunale federale del District of Columbia

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