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Immigrazione USA — le novità in pillole

Ultima edizione giovedì 22 ottobre 2026
Applicazione della legge

Giamaica, arrivato il primo volo con 22 espulsi di altri Paesi dagli Stati Uniti

Martedì 13 ottobre sono atterrati a Kingston i primi 22 stranieri espulsi dagli Stati Uniti in base all'accordo di transito firmato a giugno: l'OIM li assiste fino al trasferimento altrove.

Dall'edizione del 15 ottobre 2026

Martedì 13 ottobre è atterrato all'aeroporto internazionale Norman Manley di Kingston il primo volo con cittadini di altri Paesi espulsi dagli Stati Uniti verso la Giamaica, in base al memorandum d'intesa sul transito firmato dai due governi a giugno. Secondo l'aggiornamento congiunto dei ministeri degli Esteri e della Sicurezza nazionale, riportato dal Jamaica Observer, il gruppo è di 22 persone, 15 uomini e 7 donne di sette nazionalità, per lo più latinoamericane: nessuna viene dai Paesi della Comunità caraibica (Caricom) e nessuna ha precedenti penali. In base all'accordo ricevono un permesso di sbarco di 90 giorni; l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM) si occupa dell'assistenza, dell'alloggio e del trasferimento verso i Paesi d'origine o altri Paesi disposti ad accoglierle, mentre il ruolo della Giamaica, secondo il governo, si limita a riceverle e ad accompagnarle all'OIM, senza costi per lo Stato. L'accordo prevede al massimo 25 arrivi ogni due settimane e la sospensione del programma se dieci persone chiedono di restare nell'isola con una domanda d'asilo o un'altra procedura umanitaria. Mercoledì il ministro della Sicurezza nazionale Horace Chang ha detto che hanno lo status di visitatori e possono muoversi liberamente, chiedere asilo o, se hanno competenze richieste, un permesso di lavoro, senza garanzia di ottenerlo; solo cinque dei 22 parlano inglese. Il testo dell'accordo non è pubblico perché, ha spiegato la ministra degli Esteri Kamina Johnson Smith, gli Stati Uniti non hanno acconsentito a diffonderlo: l'opposizione del People's National Party chiede che sia presentato in Parlamento e che il governo dica dove sono alloggiate le persone, chi le sorveglia e quali responsabilità rischia il Paese se gli Stati di destinazione rifiutano di riprenderle.

FonteThe Gleaner

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