Marble Hill, Belgal chiede la liberazione: il governo deve rispondere entro lunedì
Oscar Belgal, colpito al collo da un agente dell'ICE l'8 ottobre, ha chiesto al tribunale federale di Brooklyn di essere liberato: ha ancora il proiettile nel collo. Il governo deve rispondere entro lunedì.
Oscar Belgal, il dominicano di 28 anni colpito al collo da un agente dell'ICE l'8 ottobre a Marble Hill mentre in auto con lui c'era il figlio di cinque anni, ha chiesto mercoledì 14 ottobre al tribunale federale dell'Eastern District of New York, a Brooklyn, di essere liberato subito: secondo i suoi avvocati della Legal Aid Society, l'arresto e la detenzione violano la legge federale e la Costituzione. Il giudice Hector Gonzalez ha ordinato al governo di spiegare entro la mattina di lunedì 19 ottobre perché la richiesta non dovrebbe essere accolta e di indicare la norma in base alla quale Belgal è detenuto, oppure di acconsentire alla liberazione senza rinunciare a un eventuale appello. Nella richiesta, riportata da Courthouse News, Belgal racconta che gli agenti, in borghese, hanno sfondato il finestrino dal lato del guidatore prima di sparare almeno sette colpi contro l'auto; ha ancora il proiettile nel collo, non ha sensibilità sul lato sinistro del viso e sente poco dall'orecchio sinistro. I medici dell'ospedale gli avevano detto di tornare nella settimana del 12 ottobre per l'intervento, ma dopo il trasferimento in una struttura del New Jersey e poi al Metropolitan Detention Center di Brooklyn, dove è in isolamento e non può contattare la famiglia, non ha saputo nulla e riceve soltanto ibuprofene; il Bureau of Prisons ha risposto che tutti i detenuti hanno accesso alle cure, anche urgenti, quando servono. Il 9 ottobre un altro giudice federale, J. Paul Oetken, a Manhattan, aveva già vietato di espellerlo senza una sua decisione. Il DHS non ha risposto a Courthouse News; la versione data il 9 ottobre dal segretario Markwayne Mullin è che Belgal, bloccato dalle auto degli agenti, abbia accelerato urtando due veicoli e puntando contro di loro.