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Immigrazione USA — le novità in pillole

Ultima edizione giovedì 22 ottobre 2026
Decisioni dei tribunali

Visto per un familiare fermo in administrative processing da 26 mesi: la causa per ritardo irragionevole viene respinta

Ventisei mesi di administrative processing dopo il colloquio consolare non sono un ritardo irragionevole: il tribunale di Washington respinge la causa dei familiari di un ex interprete dell'esercito.

Dall'edizione del 22 settembre 2026

Nella causa Abdulla v. Fagin, decisa ieri, la giudice Loren AliKhan del tribunale federale del Distretto di Columbia ha rigettato il ricorso di due fratelli iracheni, beneficiari di petizioni I-130 presentate nel 2007 da un fratello cittadino americano ed ex interprete dell'esercito, che dopo i colloqui consolari del luglio 2024 avevano ricevuto un rifiuto temporaneo ai sensi della sezione 221(g) in attesa di administrative processing. Durante la causa quasi tutti i familiari hanno ottenuto il visto; resta pendente solo quello di un figlio, e su questo il tribunale ha deciso nel merito. La giudice ha respinto la tesi del governo secondo cui la dottrina della consular nonreviewability impedisce di esaminare i ritardi, e ha riconosciuto che decidere sul visto è un atto dovuto; ma applicando i fattori TRAC ha concluso che circa ventisei mesi dal colloquio non sono un ritardo irragionevole, perché i tribunali del distretto considerano spesso non irragionevoli attese fra tre e cinque anni e perché ordinare la trattazione di una singola domanda scavalcherebbe le altre. Il ricorrente aveva segnalato, con una memoria tardiva, le due sentenze che hanno dichiarato illegittima la sospensione dei visti per 75 Paesi (De Moura Gomes, D.D.C., 31 luglio; CLINIC v. Rubio, S.D.N.Y., 21 agosto, il cui appello al Secondo Circuito è stato iscritto il 15 settembre), ma il tribunale non le ha considerate perché l'argomento non era nel ricorso. Che cosa significhi in pratica un rifiuto ai sensi della 221(g) con administrative processing, e quanto può durare, è il tema di una scheda a parte.

FonteTribunale federale del Distretto di Columbia

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