Detenzione di chi vive da anni negli Stati Uniti dopo un ingresso irregolare: il Secondo Circuito non riapre il caso, resta il diritto all'udienza per la cauzione
Il Secondo Circuito non riesamina en banc la sentenza secondo cui chi vive da anni negli Stati Uniti dopo un ingresso irregolare ha diritto a un'udienza per la cauzione: la stessa linea di altri otto circuiti.
La Corte d'appello del Secondo Circuito, competente per New York, Connecticut e Vermont, ha respinto oggi la richiesta di riesaminare in composizione plenaria (en banc) la sentenza Barbosa da Cunha v. Freden del 28 aprile, perché nessuna maggioranza dei giudici l'ha votata. In quella decisione un collegio aveva stabilito all'unanimità che chi è entrato senza ispezione e vive da tempo nel Paese - il ricorrente da oltre vent'anni - non sta "cercando l'ammissione" e quindi non rientra nella detenzione obbligatoria senza cauzione della sezione 1225(b)(2)(A), come sostiene il governo, ma nella sezione 1226, che dà diritto a un'udienza per la cauzione (bond hearing). I giudici Bianco e Nathan, con altri quattro colleghi, ricordano che la stessa conclusione è stata raggiunta da altri otto circuiti e dalla grande maggioranza dei tribunali federali; il giudice Menashi, in dissenso, sostiene invece che richieste come questa non si possano proporre con l'habeas corpus, un argomento che il governo non aveva sollevato. Il tribunale di primo grado aveva ordinato di tenere l'udienza per la cauzione entro dieci giorni, pena la liberazione.