EB-5: respinto il ricorso di un investitore albanese che non ha dimostrato la provenienza lecita dei 500.000 dollari
Il giudice Cooper dà ragione a USCIS: un investitore EB-5 albanese non ha documentato la provenienza lecita dei 500.000 dollari, e in appello aveva cambiato versione sull'origine del denaro.
Il giudice Christopher Cooper, del tribunale federale del Distretto di Columbia, ha dato ragione a USCIS nella causa Voja v. Noem, decisa oggi. Un cittadino albanese aveva investito nel novembre 2018 500.000 dollari in una società in accomandita dell'Illinois per ottenere la green card per investitori EB-5, che richiede di dimostrare che il capitale proviene da fonti lecite e appartiene all'investitore. Nella petizione aveva dichiarato che i fondi derivavano soltanto da stipendi e affitti suoi e della moglie accumulati fra il 2013 e il 2018; USCIS aveva chiesto integrazioni, ricevuto 34 allegati per oltre mille pagine e respinto la domanda nel luglio 2023 per le lacune nella traccia del denaro, fra cui la mancanza degli estratti di un conto americano e tre mesi inspiegati di giacenza sul conto del suo avvocato. In appello, davanti all'Administrative Appeals Office, l'investitore aveva cambiato versione, attribuendo gran parte del denaro al rimborso di tre titoli per oltre 700.000 dollari, senza però documentare quando e con quali fondi li avesse acquistati, né l'origine di un versamento in contanti di 200.000 dollari. Per il giudice la decisione dell'agenzia è ragionevole e sostenuta dagli atti. Per un investitore italiano, la documentazione della provenienza dei fondi in un EB-5 è il punto su cui questi casi si vincono o si perdono.