Detenzione senza udienza per la cauzione dei richiedenti asilo che hanno superato il credible fear: per il Nono Circuito la causa può proseguire, il giusto processo si applica
Per il Nono Circuito la causa collettiva dei richiedenti asilo detenuti senza udienza per la cauzione dopo il credible fear può andare avanti: il giusto processo vale per chi è arrestato all'interno del Paese.
Con la sentenza Padilla v. ICE, depositata oggi, la Corte d'appello del Nono Circuito ha confermato il rigetto della richiesta del governo di chiudere la causa collettiva dei richiedenti asilo entrati senza ispezione, sottoposti a expedited removal e poi ammessi al procedimento ordinario dopo aver superato il colloquio di credible fear - il primo filtro sul timore di persecuzione. Per la sezione 1225(b)(1)(B)(ii), come interpretata dalla Corte Suprema in Jennings v. Rodriguez, queste persone sono in detenzione obbligatoria senza udienza per la cauzione; la classe sostiene che l'assenza di un'udienza individuale violi il Quinto Emendamento. Il governo opponeva che i tribunali non hanno giurisdizione e che, dopo Thuraissigiam, chi entra illegalmente non ha diritti procedurali oltre quelli previsti dalla legge. La corte, con la giudice Berzon, ha respinto entrambe le tesi: le limitazioni della sezione 1252(a)(2)(A) riguardano i casi individuali, non la costituzionalità della norma, e la finzione dell'ingresso di Thuraissigiam vale solo per chi è fermato sulla soglia, non per chi è arrestato all'interno del Paese, tanto più che qui si discute di detenzione e non di ammissione. La decisione arriva mentre, dal gennaio 2025, l'expedited removal è applicabile a chi è fermato ovunque negli Stati Uniti entro due anni dall'ingresso. La causa torna ora al tribunale di Seattle per il merito. Il credible fear è il primo gradino di un sistema di protezione internazionale che funziona diversamente da quello italiano, e la differenza comincia proprio dalla detenzione.